MusicaInGioco e i disturbi dello spettro autistico


Docente Prof. ANDREA GARGIULO

12 ore in modalità telematica / 10-11 aprile 2021

Info:  formazione@istitutosantachiara.it  / info@ennediemme.it

Il corso ha l’obiettivo di esplorare gli aspetti epistemici e pratici della didattica reticolare MusicaInGioco, al fine di ottenere processi utili e pratiche esemplari nell’approccio quotidiano all’insegnamento a discenti con disturbo dello spettro autistico.

Dal 2010 la didattica reticolare MusicaInGioco agisce come pedagogia attiva socio-costruttivista, attraverso l’inclusione in organici orchestrali e corali bambini con disturbo autistico di vario tipo. I risultati si sono rivelati empiricamente rilevanti, tanto da portare l’Università di Aarhus (Danimarca) a finanziare una ricerca per verificare scientificamente i gli esiti: i risultati hanno dimostrano come in soli 3 mesi di didattica reticolare orchestrale i bambini partecipanti siano migliorati nelle attività prosociali e nel controllo dell’iperattività.

La didattica reticolare veicola in parallele nozioni teoriche e pratiche grazie ad un insieme di pratiche motivanti, ritmiche, vocali e strumentali, che permettono al docente di utilizzare il proprio stile pedagogico in modo eterogeneo e creativo e allo studente di apprendere ciò di cui ha bisogno anche all’interno di contesti eterogenei molto diversi. Il modello fornisce infatti diversi mezzi di rappresentazione dell’oggetto “musica” permettendo così al Docente di utilizzare tre strategie principali relative all’apprendimento musicale sia formale che informale, quali:

  • L’imitazione e la ripetizione, che sviluppano le capacità percettive e permettono un apprendimento pratico tipico delle comunità di pratiche come le bande, i cori amatoriali, i gruppi spontanei di musica popolare, le band pop, o anche nel metodo Suzuky.
  • L’improvvisazione e la libera creatività, prevalentemente usate nelle musicoterapie attive (Benenzon, Nordoff-Robbins, ecc.) e in stili musicali come il jazz, il rock, il rap.
  • L’apprendimento formale della lettura musicale e delle tecniche strumentali tipico degli studi musicali professionali.

L’attività didattica punta sulla musica d’insieme come fattore sociale aggregante e motivante ma anche pedagogicamente strutturato senza però focalizzare alcuna attività come prevalente rispetto alle altre ma rispettando i tempi di apprendimento e magari le preferenze dei discenti.

Si utilizzano prevalentemente tre tipi di attività musicali, più una complementare:

  • attività di body percussion e/o di percussioni anche autocostruite;
  • attività legate al movimento sia formalizzate che non;
  • attività vocali e corali;
  • attività strumentali;
  • visione di video come attività complementare a tutte le precedenti.

Destinatari del Corso sono educatori, formatori musicali, insegnanti o aspiranti insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e di sostegno, musicoterapeuti, operatori sociali.